Credo che il mondo del lavoro sia in un certo senso schizofrenico. Impone delle regole tutte sue a chi ci vuole entrare, ma esse - benchè condivise un po' da tutti - non sono assolutamente universali. La questione del curriculum vitae è probabilmente la più affascinante e misteriosa. Alcune leggende parlano di persone assunte buttando giù la propria vita su pezzi di jeans sdrucito; forse qualcuno più masochista (e con poca considerazione di sè) ha osato anche farlo sulla carta igienica, per farsi assumere come responsabile di prodotto della Foxy, della Scottex o della Tenderly. C'è poi il dibattito su come si debba inviare la propria speranza di un lavoro: via e-mail (è più veloce) o via posta (è più elegante, un modo per distinguersi), ma sono in tanti che dicono di presentarsi di persona, «per abbattere la concorrenza». Guerre Stellari insegna. La cosa buffa è che nemmeno chi riceve questi "papiri" sa realmente in che formato vorrebbe avere un foglio in cui sono impressi date, lavori, competenze, conoscenze, di persone di cui in fondo - a chi li legge - non gliene frega un cazzo. Del resto, inutile illuderci, perchè della marea di carta giunta a destinazione solo una sarà quella vincente. Un po' come gli spermatozoi. Ed ecco la similitudine tra l'inizio della vita e l'inizio del lavoro. La mamma come l'azienda, con la piccola differenza che la prima è pronta a coccolarti e a darti il latte dalle tette; la seconda ti spreme, ti da il contentino, e se può te lo mette pure nel didietro.
Distillate tutte queste informazioni e consigli su come fecondare l'ovulo aziendale, decido per l'eleganza della carta e affido la mia vita professionale all'ineffabile servizio postale, con la convinzione che se finora via e-mail ho fatto cilecca, con la lettera in carta e ossa li conquisterò e potremo gioirne assieme davanti ad una bella bottiglia.
Non so se la raccomandata sia arrivata o il postino l'abbia usata in carenza di Scottex, ma tant'è. Sono passati tredici giorni e la "grande madre" tarda a dare segni di concepimento.
Datore di lavoro: pronto?
Dorado: buongiorno vorrei parlare con il responsabile della selezione
Datore di lavoro: sono io, ma non adesso
Dorado: ah sì? Allora quando?
Datore di lavoro: ci mandi una mail, si fa prima
Dorado: ....
Datore di lavoro: click
Dorado: ....